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vademecum di difesa personale dell'Arma dei carabinieri

Vademecum del Carabiniere
Nicola LEONE e' militare in congedo dell'Arma dei Carabinieri

principali nozioni di:
- tecnica di difesa personale
- disarmo
- perquisizione

PREMESSA
Il militare dell'Arma dei Carabinieri, nell'adempiere ai compiti suoi propri puo' trovarsi nella condizione di dover difendere la propria o la altrui incolumita' anche da aggressioni perpetrate senza l'impiego di armi da fuoco.
E' pertanto essenziale saper reagire avvalendosi delle appropriate tecniche di difesa personale. Una efficiente e determinata reazione neutralizza l'offesa, fagocitando tutte le potenzialita' di pericolo.
Il ricorrere a tecniche di difesa personale e' da perseguirsi soloin caso di incombente minaccia non altrimenti contrastabile.

NOZIONI GENERALI
La difesa personale consta nel contrastare l'offesa di persona armata o meno, inducendola a porre termine alla minaccia perseguita.
Ogni azione di difesa si delinea nelle seguenti tre fasi:
- inizia con la parata, finalizzata a porre termine all'offesa. L'azione della parata necessita di immediatezza e decisione, peculiari a un continuo addestramento, che ne renda istintiva la espletazione;
- si completa attuando le tecniche di bloccaggio dell'aggressore, le quali neutralizzano qualsiasi azione dello stesso;
- le tecniche di perquisizione personale corroborano e stabilizzano le precedenti operazioni della parata e del bloccaggio.

DIFESA CON ARMA LUNGA
L'arma lunga e' un valido mezzo di difesa particolarmente adatto ai militari dell'Arma dei Carabinieri impiegati in compiti di ordine pubblico (O.P.).
La aggressione da parte dei dimostranti puo' esprimersi attraverso bastoni o simili in:
- colpo dall'alto;
- colpo dal basso;
- colpo laterale.
In questi casi la Arma Lunga o carabina deve essere impugnata alle estremita, avendo cura di avvolgere la mano destra alla cintura in corrispondenza del calcio dell'arma. L'altra mano impugnera' la canna della carabina, ma non veraa' avvolta dalla cintura della medesima.
La gamba sinistra e' consigliabile sia in avanti e flessa in corrispondenza del facinoroso. Qualsiasi colpo inferto dall'aggressore e' facilmente neutralizzabile con la parata.

DIFESA SENZA ARMI
Parata laterale interna o esterna con avambraccio: il proprio avambraccio ferma l'avambraccio del facinoroso; mano tesa e dita unite.
Parata frontale con gli avambracci: incrociare i propri avambracci in avanti, congiungendoli in corrispondenza dei polsi. Mani tese e dita unite.
Difesa da presa esterna al polso con una o due mani: l'aggressore afferra il polso del militare dall'alto. Costui ruota la mano e la trae a se' in modo da allentare la presa.
Difesa da presa interna al polso con una mano: con le nocche della mano libera il militare colpisce la zona metacarpale della mano dell'aggressore.
Difesa da presa al polso con le mani ad anello: l'aggredito afferra la propria mano imprigionata e la accosta repentinamente al proprio petto.
Difesa da presa al collo con una o due mani: l'aggredito flette il capo in avanti e alza le spalle per impedire una presa efficace. intanto si flette sulle gambe per acquisire maggiore stabilita'. A questo punto afferra la mano facendo leva sul gomito dell'aggressore, ruotando di conseguenza il proprio busto.
Difesa da presa al busto per davanti: durante la presa alzare le braccia. A questo punto e' possibile avvalersi della pressione dei pollici nelle fossette del collo o saliere, oppure premendo sotto alle orecchie.
Difesa da presa al collo per dietro con le mani: flettersi in avanti per indurre l'aggressore ad avvicinarsi, quindi afferrargli le mani e capapultarlo in avanti sollevandolo.
Difesa da presa al collo di fianco con avambraccio: l'aggressore ha espletato la tradizionale presa a cravatta. Il militare stende le braccia e pone la propria gamba innanzi a quella dell'aggressore. Con le braccia tese e parallele al suolo esegue una violenta flessione del busto in avanti.
Difesa da pugno diretto al volto: schivare il colpo e fermare il pugno dell'aggressore con presa nel proprio avambraccio, quindi eseguire la presa di soffocamento con l'altro braccio.
Difesa da calcio al basso ventre: afferrare il piede dell'aggressore e sollevarlo sino a provocarne la caduta al suolo.
Difesa da colpo di bastone al capo: afferrare l'avambraccio dell'aggressore in procinto di sferrare il colpo e sollevarlo facendo leva sulla propria scapola per catapultarlo al suolo.
Difesa da colpo di pugnale dall'alto: l'avambraccio dell'aggredito para il colpo all'altezza del polso. L'altra mano dell'aggredito fa leva sul gomito della mano armata provocando la caduta al suolo dell'aggressore.
Difesa da colpo di pugnale dal basso: l'aggredito incrocia gli avambracci in modo da bloccare al polso la mano armata. Difesa da pistola puntata sulla schiena: ruotare il busto in modo da afferrare l'aggressore alle spalle.
Difesa da pistola puntata sul petto: ruotare la mano dell'aggressore in modo da posizionarsi al di fuori del campo di tiro dell'arma. Afferrare la mano armata in prossimita' del polso e indurre la flessione dello stesso con entrambe le mani. L'aggressore e' costretto a lasciare la presa dell'arma.

TECNICA DELLA PERQUISIZIONE PERSONALE
La tecnica della perquisizione e' di estrema importanza e deve essere svolta con puntigliosa perizia, al fine di prevenire successive minacce o aggressioni. Adempiere la perquisizione e' compito da espletarsi solo dopo aver preso le dovute cautele. Le situazioni sotto delineate pongono l'individuo da perquisire nella improbabilita' di qualsiasi reazione offensiva.

Perquisizione individuo in piedi
Il soggetto sara' posto con le gambe estremamente divaricate, innanzi a un muro o altro ostacolo verticale, ad almeno un metro, costringendolo ad appoggiarvisi. Il militare che procede alla perquisizione dovra' posizionarsi di fianco al soggetto, con la gamba sinistra (o dx) avanti alla corrispondente gamba dell'individuo da perquisire.

Perquisizione individuo in ginocchio
Il fermato viene fatto inginocchiare con le gambe estremamente divaricate; le mani a dita incrociate dietro alla schiena e il busto flesso in avanti. Il busto dovra' essere parallelo al suolo. Solo allora il militare procedera' alla perquisizione: in piedi, da dietro al fermato, cosi' che al flettere la gamba il perquisito cade al suolo.

Perquisizione individuo seduto
Si fa inginocchiare il soggetto da perquisire, i piedi sotto alle cosce e le gambe divaricate; le mani intrecciate sopra al capo.

Perquisizione individuo disteso al suolo
Il soggetto viene fatto stendere al suolo in posizione prona: faccia al suolo, mani protese in avanti e divaricate, come pure le gambe. Il militare operante la perquisizione si pone in ginocchio a cavallo del soggetto, avendo cura di piegargli una gamba e di parimenti poggiarne il collo del piede sul proprio inguine.

Nicola LEONE e' militare in congedo dell'Arma dei Carabinieri

© Arma dei Carabinieri




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